“Perché Marcellino?”
“Perché venni qui a sedici anni, nel 1955 quando era uscito il famoso film “Marcellino pane e vino” e vista la somiglianza fui subito chiamato così sul lavoro..”

Da allora, Vasco Baldi non ha più lasciato il suo nome d’arte Marcellino, con il quale è diventato famoso come il migliore scalpellino-marmista di Firenze degli ultimi 60 anni, tra i pochi rimasti tra le maestranze dell’antica fabbrica di Santa Maria del Fiore.

Ma andiamo con ordine…

marcellino in via dello studio

Marcellino a lavoro – fotografia di proprietà di Vasco Baldi

Tra il 1968 e il 1972 viene riportata alla luce la vecchia Chiesa della Santa Reparata, le cui fondamenta si trovano sotto il pavimento del Duomo. E proprio nel 1968, a soli 30 anni, Marcellino diventa Maestro dell’Opera del Duomo, e destino vuole che sia lui ad avere la grande responsabilità di restaurare il pavimento del Duomo. Un lavoro enorme: 1000 metri quadrati di pavimento, con migliaia di pezzi da smontare, numerare, restaurare e rimontare.

Sono le parole di Marcellino a dare l’idea di cosa tutto questo abbia significato: “Un emozione unica, tanto da commuovermi per la gioia quando, a lavoro finito, siamo saliti sulla terrazza interna della cupola per guardare il risultato. Tutto quel lavoro l’avevo davvero fatto io”.

I lavori compiuti, le opere restaurate, le copie riprodotte negli anni non si contano, ma non sono l’unico contributo importante che Marcellino ha dato a Firenze. Dal 1983 l’Opera del Duomo ha aperto le sue porte ad aspiranti scalpellini restauratori, per non far andare persa la sapienza artigianale cittadina. Ed è proprio Marcellino  a formare i futuri scalpellini che continueranno il suo lavoro quando lui, nel 1993, andrà in pensione. Nello stesso periodo, rilevante in questo ambito è stata l’iniziativa della Scuola professionale edile, che ha allestito, con il contributo dell’Opificio delle pietre dure, il corso teorico e pratico per “la lavorazione, il restauro e la manutenzione di materiali lapidei”, dove uno degli insegnamenti fondamentali è stato tenuto dal maestro Marcellino.

Tra i suoi allievi, tre tra i maggiori scultori contemporanei: Filippo Dobrilla, Lorenzo Galligani e Alessandro de’ Luca Bandini

Marcellino al lavoro oggi

Marcellino al lavoro oggi

Nella gallery sculture e quadri sono raccolte le opere principali realizzate da Marcellino.

 

 

bottega restauro opera del duomo

Marcellino (di spalle) nella bottega dell’Opera del Duomo – fotografia di proprietà di Vasco Baldi

Classe 1938, di famiglia contadina, originario di Reggello, Marcellino scopre il suo talento artistico già a tredici anni, quando inizia a lavorare presso uno scalpellino in una cava di pietra serena del Saltino. In pochi anni si distingue come un giovane prodigio, cosa che gli permette di cambiare radicalmente la sua vita, passando subito al maggior cantiere d’arte della Toscana, l’Opera del Duomo di Firenze. Qui ha la fortuna di avere come maestri i diretti eredi della grande scuola fiorentina dell’Ottocento, la stessa che aveva scolpito l’arabesco gotico della facciata di Santa Maria del Fiore.

Marcellino ha fatto sua la sapienza dei suoi maestri, dedicando il suo talento e la sua passione all’arte. In 38 anni di servizio all’Opera del Duomo ha compiuto opere straordinarie, come per il campanile di Giotto, per il quale ha riprodotto, attraverso l’uso di calchi di gesso, 56 formelle per sostituire le originali opere di Andrea Pisano e Luca della Robbia (oggi nel grande Museo dell’Opera del Duomo), e le dodici copie delle sue sedici statue.

marcellino in bottega

fotografia pubblicata su La Nazione, 18 luglio 1990

bottega restauro opera del duomo

fotografia di archivio di proprietà dell’Opera del Duomo di Firenze – la bottega oggi

La Bottega di Marcellino nasce dopo la lunga esperienza all’Opera del Duomo: insieme al figlio Massimo, Vasco Baldi decide di iniziare una nuova avventura, occupandosi di restaurare le ville storiche di Firenze, continuando a lavorare la pietra serena e il marmo. Lavorazione del marmo che si concentrerà poi nella scultura dopo il 2009, quando, dopo una caduta, Marcellino rimane disabile paraplegico. Un incidente grave che non lo ha fermato, ma che gli ha permesso di continuare ad insegnare il suo mestiere, e dedicarsi a creazioni scultoree e alla pittura, vecchia passione iniziata a fine anni ’50.

Marcellino impegnato con una sua scultura

Marcellino impegnato con una sua scultura